Addio alla formazione online di IRIFOR Macerata?

Scritto 8 anni ago

Gentili lettori,

scrivo questo comunicato a titolo personale, dopo aver presentato formali dimissioni dall’incarico di Direttore dell’IRIFOR di Macerata.

L’obiettivo di questa lettera è spiegare brevemente, a tutti voi, le ragioni che hanno portato alla sospensione dell’attività formativa online in tiflologia per l’inclusione scolastica, istituita e promossa dall’IRIFOR di Macerata.

Il prossimo 2 luglio era in programma l’inizio della decima edizione del corso di formazione online di 600 ore in Nuova Tiflologia per l’Inclusione Scolastica che dal 2013 ha visto la partecipazione complessiva di circa 550 corsisti tra assistenti all’autonomia, docenti curriculari, docenti di sostegno, genitori di alunni con disabilità visiva, volontari UICI ed altre figure che operano nel contesto della disabilità visiva.

Questo corso di formazione, tuttavia, non potrà avere inizio poiché, nonostante i continui solleciti, ad oggi non è ancora pervenuta l’autorizzazione a procedere da parte dell’IRIFOR Centrale, richiesta in data 5 marzo 2018. Purtroppo, anche se l’autorizzazione arrivasse domani, da oggi al 2 luglio, come potete ben immaginare, non ci sono i tempi per attivare e promuovere il corso in modo da poter avere iscritti sufficienti a coprire i costi per l’erogazione del servizio.

Non è chiara la ragione di questa lungaggine, considerato che si tratta di un corso di formazione giunto oramai alla decima edizione, sempre autorizzato dall’IRIFOR Centrale, in tempo mai superiori a 30 giorni.

Cosa è cambiato rispetto a prima?

Oltre a ciò, occorre precisare che, anche se questo corso fosse stato autorizzato, la presente edizione non avrebbe comunque potuto beneficiare dell’accreditamento MIUR, ai sensi della DM 170/2016, come avvenuto per le precedenti edizioni.

Come mai?

La ragione è semplice: in data 7 novembre 2017, il Consiglio Regionale dell’IRIFOR Marche, su indicazione dell’IRIFOR Centrale, ha nominato un Commissario ad acta nella persona di Massimo Vita, al fine di cancellare il suddetto accreditamento, già in possesso della sede territoriale IRIFOR di Macerata.

La motivazione ufficiale di questa cancellazione?

Cito testualmente le parole del Commissario: “per problematiche relative alle regole interne dell’istituto”.

Parlando delle regole interne, chiamate in causa dal Commissario, c’è da dire che ai sensi del Regolamento Generale dell’IRIFOR (art. 3 comma 13), il commissariamento è consentito solo ed esclusivamente nel caso in cui la sede territoriale non adotti gli atti obbligatori previsti dallo Statuto; l’accreditamento in oggetto – al contrario – è stato richiesto per il compimento di attività istituzionale previste dallo Statuto, ovvero la formazione che è probabilmente l’attività più importante e significativa dell’IRIFOR.

Inoltre, ai sensi dell’art. 3 comma 7 del Regolamento, l’amministrazione dei beni delle varie strutture è attribuita a quella che li utilizza. L’accreditamento per i corsi di IRIFOR Macerata, essendo un bene giuridico, non può che competere alla Sede IRIFOR Macerata – per i propri corsi – e non all’IRIFOR Centrale. Il citato art. 3 comma 7, peraltro, è solo l’esplicitazione di un concetto ben chiaro esposto dal Regolamento stesso all’art. 3 comma 2, il quale afferma che le strutture territoriali sono autonome sul piano amministrativo, contabile e giuridico.

L’IRIFOR di Macerata non è mai entrata in conflitto con altre sedi territoriali, anzi, ha sempre operato con spirito collaborativo e costruttivo. Oltretutto, al momento, non esistono iniziative simili sul territorio nazionale, quindi perché decidere, di punto in bianco, di sospendere un servizio che comunque rispondeva ad una esigenza diffusa tra gli utenti?

Per IRIFOR Macerata, possedere l’accreditamento significava unicamente garantire ai propri utenti il rilascio di certificazioni a norma di legge e non agire in modo autonomo, come qualcuno ha ipotizzato.

Ovviamente, il CDA dell’IRIFOR di Macerata ha categoricamente escluso la possibilità di fare ricorso alla giustizia ordinaria, al fine di salvaguardare gli interessi generali dell’IRIFOR. L’unica azione intrapresa è stata quella di chieder al MIUR, attraverso un incontro formale con la Direzione Generale per il Personale Scolastico, di poter conservare l’accreditamento per i corsi già in essere; richiesta che ovviamente è stata accolta.

Come si evince dai bilanci, pubblicati sul sito web dell’IRIFOR, dal 2013 ad oggi, dai corsi di formazione online, sono derivati utili per circa 115.000. Circa il 60% di essi è stato donato alla parallela sede territoriale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti che li ha destinati per lo più alla ristrutturazione dell’immobile, proprietà della Sede Centrale. Circa il 15% è stato donato ad altre sedi territoriali dell’IRIFOR e il restante 25% è stato investito in attività di ricerca e sviluppo. Per ulteriori informazioni è possibile visitare https://www.iriformc.it/ricerca.

Ho iniziato a fare volontariato all’Unione quando avevo 18 anni e la ragione è semplice: crescendo, avevo promesso a me stesso che avrei fatto il possibile affinché altri alunni, all’interno della scuola, non vivessero le situazioni che ho vissuto io. Ho iniziato aiutando i soci e le famiglie della mia Sezione; ho studiato e fatto esperienza; ho insegnato poi all’Università (dal 2008 al 2015) e lì ho capito che per migliorare le cose, a livello di inclusione, non bastava aiutare la singola persona: occorre formare su larga scala perché la non conoscenza è l’ostacolo più grande all’inclusione. Io e i miei collaboratori abbiamo così deciso di sviluppare la piattaforma IRIFOR e-Learning, dando vita al primo corso sperimentale, a livello locale, in Tiflologia per l’inclusione scolastica nel 2012, frutto di un’intensa attività di analisi dei bisogni e ricerca di soluzioni didattiche appropriate. Nel 2013, supportati e incoraggiati dall’IRIFOR Centrale, abbiamo istituito il primo corso a livello nazionale che la stessa IRIFOR Centrale ha voluto fare proprio. Nel tempo, abbiamo diversificato la nostra attività formativa per cercare di renderla sempre più specifica e rispondente alle esigenze degli utenti; abbiamo implementato strumenti didattici innovativi per offrire un’esperienza formativa coinvolgente e fruito della collaborazione di docenti tra i maggiori esperti dei vari settori tiflologici.

Attualmente però, questo grigio clima di incertezza e di contrasto mi hanno spinto a fare un passo indietro.

Di certo voglio bene all’IRIFOR, ma non possiedo, né le capacità, né gli strumenti per poter cambiare questa situazione. Come Direttore dell’IRIFOR di Macerata, ho cercato di dare il massimo nei settori di mia competenza, ho raggiunto risultati, commesso errori ed imparato molto dai confronti che ho vissuto durante questo percorso.

Se però, ad oggi, i vertici nazionali hanno ritenuto non più necessari i contributi di IRIFOR Macerata, come già detto sopra, è arrivato per me il momento di fare un passo indietro.

Mi resta solo il rammarico per il fatto che questa situazione è stata gestita a colpi di commissariamenti e autorizzazioni non concesse; mentre forse sarebbe stato preferibile sedersi ad un tavolo e parlare di persona.

Ovviamente, per quanto mi riguarda, l’attività formativa non è affatto un capitolo chiuso, tutt’altro! Resterò a disposizione di altri enti e di altre realtà associative che hanno a cuore la disabilità visiva e che come me credono che la disabilità visiva non può essere fatta conoscere attraverso slogan, opuscoli o altre trovate d’effetto, ma attraverso percorsi formativi specifici da proporre alle scuole e alle università (affinché i nostri alunni siano sempre più inclusi nei percorsi didattici curriculari), alle aziende (affinché le potenzialità di ciechi e ipovedenti li rendano competitivi nel mondo del lavoro), al personale sanitario (affinché ciechi e ipovedenti siano adeguatamente assistiti), ad architetti ed ingegneri (affinché gli spazi siano a misura di tutti).

Sine ira et studio.

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