Visita alla tomba del fratello di mio nonno

Giuseppe Montecchiani, chiamato Gino dai suoi familiari, è deceduto in Germania il 23 aprile 1945 a Nichel Treuenbrietzen da prigioniero; è stato sepolto nel Cimitero di Guerra Italiano di Berlino in Zehlendorf (reparto 1, fila 9, tomba 160).

Gino si trova qui adesso, sepolto nel Cimitero di Guerra Italiano, chissà da quale parte; in questa immensa e lontana città caotica, dove tutti arrivano, vanno, passano, ed ogni congiunto per lui è troppo, troppo distante. Non posso abbandonare così Berlino, voglio e devo andare al cimitero, realizzando il desiderio di tutti coloro che non si sono potuti procurare questa importante possibilità; mio nonno, soprattutto, suo fratello, che sognava di trasferire la spoglia nel paese natale di mio zio, ma che purtroppo, per ignari motivi di legge, non gli è stato concesso. Se non faccio tutto il possibile per andare al cimitero, temo, commetterei un gravissimo errore che non potrei più perdonarmi. (Berlino, venerdì 26 marzo 1999).

Stamattina, entrando nel cimitero, di primo acchito ho provato un’intensa emozione di sicurezza, vedendo che il posto, ricchissimo di alberi, di fiori e di verde, era ben tenuto e dugnitoso: a prima vista non sembrava neppure un camposanto. Appena il professor Quassinti (che mi ha accompagnato in questa avventura, di mattina presto, mentre i miei compagni di classe ancora dormivano in albergo) è riuscito a trovare la tomba di mio zio, tra i reparti della divisione italiana, ho avvertito una fortissima sensazione d’incredulità di ritrovo, come se avessi realizzato l’impossibile, poiché sino all’ultimo non credevo di riuscire a trovare la pietra con sopra scritto il suo nome. Non potevo di certo abbandonare questa città caotica senza prima aver visitato la lapide di mio zio; almeno un congiunto, qualcuno della famiglia doveva pur andarlo a trovare, quasi come se l’avesse desiderato egli stesso (Berlino, domenica 28 marzo 1999).

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