Il venerdì di Humanitas

Fonte: Corriere Adriatico

Venerdì 24 novembre l’interessante convegno organizzato dalla UIC. Un convegno per capire che non siamo soli, che l’associazionismo può dare una mano forte e competente alle persone bisognose. Humanitas è il titolo dell’interessante convegno organizzato dalla UIC (Unione Italiana Ciechi) con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Montegiorgio che avrà luogo venerdi 24 novembre, alle ore 21, presso il salone del circolo cittadino di Montegiorgio. Non a caso gli organizzatori hanno scelto questo titolo. L’ accezione latina “humanitas” indica una nuova etica basata sull’ideale di un’umanità positiva, fiduciosa delle proprie capacità, sensibile e attenta ai valori interpersonali ed ai sentimenti. Ciò che conta è che questo ideale è valido per tutti gli uomini, senza distinzioni etniche, sessuali o sociali. In quest’ottica dunque, il convegno assume una valenza sociale grandissima. Un convegno per ritrovare l’Umanità che genera la fratellanza fra le persone, un convegno per capire che non siamo soli, che l’associazionismo può dare una mano forte e competente alle persone bisognose, un convegno che si svolge sotto l’effigie dell’Amore che muove il mondo. Amore questo che può essere visto nell’esercizio delle associazioni Croce Rossa, Azione Cattolica, UIC, nelle missioni dei Frati Cappuccini… ma sempre di Amore. Relatori del convegno, il Presidente Regionale CRI Marche Fabio Cecconi e l’Ispettore Regionale VdS Christian D’Accardi, il Dr Armando Giampieri dell’Unione Italiana Ciechi, il delegato Regionale dell’Azione Cattolica Graziella Mercuri e il filosofo e scrittore Padre Pierino Valenti dei Frati Cappuccini. Interverranno inoltrelo scrittore portosangiorgese Cesare Catà, il Dr Ripani per la realtà della comunità La Rugiada di Falerone, il poeta dialettale montegiorgese Agostino Scaloni, il poeta e scrittore cingolano Mirko Montecchiani il cantautore numanese Luca Lattanzio. Una serata dunque di associazionismo e solidarietà, letteratura e poesia per cercare di superare le situazioni di difficoltà in un’ottica di associazionismo volto a creare una situazione di fratellanza nei propri adepti. “Presentiamo un tipo di società aperta al dialogo e alla discussione -affermano gli organizzatori- per giungere alla collaborazione fra le persone, con la convinzione che “diverso non è sinonimo di sbagliato. A che porta bussare in caso di bisogno?”.

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