Building Trust: Si è concluso il progetto

Fonte: Simone Menin

L’anno scorso Swimming in the Light (nuotando nella luce), quest’anno Building Trust (costruendo la fiducia). Due progetti con un unico obiettivo, aumentare la consapevolezza di se stessi e del rapporto con gli altri fra ragazzi non vedenti, ipovedenti e vedenti. L’obiettivo concreto è l’autonomia nella vita quotidiana da parte di ciechi ed ipovedenti, cosa molto meno utopica di quanto si creda. L’obiettivo è il cercare di tessere una trama di vicendevole mutualità e di aiuto competente da parte di chi ha gli occhi per vedere verso chi vede con altri occhi. L’obiettivo principe è quindi la Conoscenza. La Conoscenza, l’Informazione, il curarsi di non parlare ignorando gli altri e chiudendo il rapporto di chiunque altro con sè è uno dei nodi cruciali dei progetti ideati da Mirko Montecchiani che utilizza i mezzi materiali come un agriturismo, una piscina, il verde, il cibo e le esperienze di vita di ciascuno per fare davvero Agorà, ogni anno ad Apiro (Provincia di Macerata), con tematiche sempre nuove, stimolanti ed interessanti per ragazzi di tutta Europa, grazie alle concessioni economiche del programma Gioventù in Azione della Commissione Europea, all’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, sezione provinciale di Macerata, di cui egli fa parte. Un progetto simile, con grandi prospettive ed orizzonti davvero lungimiranti, si deve alla caparbietà dell’organizzatore, che, forte di tanta competenza e voglia di fare, si cimenta con l’utilizzo di due nuove lingue, Inglese e Francese, e la conoscenza di tante nuove persone, tutte con i loro problemi e le loro preoccupazioni. Il bello sta proprio in questo, in un mondo in cui io e gli altri sono due entità distinte, nel quale il buon samaritano del Vangelo è canzonato come pezzente perchè aiuta i pezzenti, nel quale la disabilità è vista come una iattura, riemerge per forza di carisma e qualità di intenzioni la figura di colui che ha qualcosa di diverso da donare, di colui che rivendica i suoi diritti nei confronti di una società disattenta al bisogno del vicino, la figura di chi sa mettersi a confronto, sedersi ad un tavolo e scoprire il dialogo. Ecco quindi il cieco come protagonista della riscoperta di un mondo interiore costellato normalmente, nel buio quotidiano, di tanti piccoli buchi neri come l’insicurezza, la paura, la sfiducia, il timore di chi si ha affianco. Tutto questo viene abbattuto come un muro di Berlino nei progetti dell’organizzatore cingolano, che getta le fondamenta per la creazione di qualcosa di raro, ovvero un triduo vincente fatto di amicizia, conoscenza, aiuto reciproco.

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