Il disordine delle stelle

È semplicemente bello riscoprire le origini di una passione.

Ho iniziato a scrivere nel 1998 e subito ho sentito la poesia, non solo come un mezzo puro di espressione dove condensare emozioni e riflessioni, ma anche come musica viva che accompagnasse le mie parole e in grado di parlare ed esprimersi essa stessa; è come se le parole dessero voce alla ragione, ai sensi, alla poesia, mentre la musica dà voce alle emozioni.

Continuai su questa strada componendo nuove poesie, cercando di affinare la mia tecnica musicale: ora ispirandomi a schemi della nostra tradizione letteraria, ora cercando di inventare nuovi ritmi per le mie parole..
Tra i versi che ho scritto, ce ne sono alcune che ho definito impubblicabili.

Una poesia, quando è poesia, non fa mai schifo perché fare poesia vuol dire sempre affidare qualcosa di noi alle parole. Una vera poesia è impubblicabile soltanto quando scava troppo, troppo a fondo nel nostro essere, tanto da sembrare priva di ogni senso logico per il resto dell’Universo.


Disponibile su invito